2/10 Il libro, il marketing e altre illusioni necessarie. La promozione del libro e altre forme di fantascienza

 BLOG di Paolo Borzini

Post 2: Il vero funnel
Non quello dei manuali.

Nel 2025, secondo i dati AIE, in Italia sono state acquistate 99,5 milioni di copie di libri a stampa nei canali trade, cioè librerie, online e grande distribuzione. Sembrano tantissime. E in assoluto lo sono.
Ma vanno viste all'interno dell'Italia.
L’Italia ha circa 58,9 milioni di abitanti. Dentro questo numero ci sono neonati, bambini, adulti, anziani, lettori forti, lettori occasionali e persone che non leggono nemmeno le istruzioni del microonde.
La popolazione tra i 15 e i 64 anni è di circa 37 milioni di persone. Già questo restringe il campo.
Poi bisogna considerare quanti leggono davvero, quanti comprano libri, quanti comprano narrativa, quanti comprano autori italiani, quanti comprano autori sconosciuti e, infine, quanti sono disposti a comprare un libro autopubblicato.
A ogni passaggio, l’imbuto si stringe.
E si stringe parecchio.
Novantanove milioni e mezzo.
Uno potrebbe pensare o a essere indotto a pensare: “Allora il problema non esiste. I libri si vendono. Basta entrare in quel flusso.”
Ecco, appunto.
“Basta!” questo pensiero è pericoloso.
Perché quei 99,5 milioni di copie non sono distribuite in maniera democratica tra tutti i libri pubblicati. Non è che ogni autore riceve la sua fettina ordinata di mercato, come alla sagra della birra e della luganega quando tagliano la polenta.
Dentro quel numero ci sono i bestseller, i premi letterari, i romanzi spinti dalle grandi case editrici, i libri dei personaggi televisivi, i manuali scolastici, i fumetti, i long seller, i classici, i libri per bambini, le novità, i titoli da supermercato, i libri regalati a Natale e quelli comprati perché qualcuno li ha visti in vetrina accanto alla cassa o perché stanno bene sulla mensola vicino alla tv.
E poi, da qualche parte, in fondo a questo marasma, ci siamo anche noi.
Gli autori piccoli e autopubblicati.
Quelli che non hanno un ufficio stampa, non hanno una distribuzione forte, non hanno pile di copie all’ingresso delle librerie.
Nel 2025, sempre secondo i dati AIE, le copie acquistate sono diminuite rispetto all’anno precedente. Meno tre milioni di copie.
Quindi non stiamo parlando di un mercato in allegra espansione, dove basta affacciarsi alla finestra e raccogliere lettori col retino.
Stiamo parlando di un mercato che si contrae, mentre i titoli continuano ad aumentare. Nel 2025 i nuovi titoli pubblicati risultano circa 70.409, in crescita rispetto ai 69.168 del 2024.
Tradotto in parole povere, meno copie vendute e più libri che cercano attenzione.
Questo è il vero funnel.
Non quello disegnato nei manuali con le frecce eleganti, i colori pastello e la promessa che se pubblichi tre post, due storie e una newsletter, prima o poi il lettore scivola dolcemente verso il carrello con il tuo libro dentro.
Il vero imbuto è un altro.
All’inizio ci sono milioni di persone.
Poi togli chi non legge.
Poi togli chi legge solo un libro all’anno.
Poi togli chi compra solo autori famosi.
Poi togli chi legge solo gialli, oppure solo romance, oppure solo saggi, oppure solo fantasy.
Poi togli chi non compra online.
Poi togli chi non si fida degli autopubblicati.
Poi togli chi dice “interessante, lo prenderò” e poi non lo prende mai.
Alla fine, se ti va bene, restano alcune persone vere.
Non folle oceaniche.
Persone.
Ed è da lì che bisogna partire.
Perché cento lettori veri non sono una sconfitta. Sono cento esseri umani che hanno dedicato tempo, soldi e attenzione a qualcosa che prima non esisteva.
Nel prossimo post: perché questa consapevolezza non deve diventare un alibi, ma nemmeno una frustrazione. E come riconoscere la parte tossica della narrazione sul marketing, quella che ti fa sentire in colpa se non vendi.
(continua...)

Paolo Borzini

Commenti

Post popolari in questo blog

Evan Drake vuole il suo romanzo

Non era il silicio a contenere i sogni, ma chi lo programmava.

Non è estetica, è diagnosi!