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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Scrivere nell'indifferenza

BLOG di Paolo Borzini Due post in un giorno solo, assurdo. Il fatto è che stamattina ho letto il messaggio di una scrittrice, editor e parecchie altre cose, che stimo molto. Il suo messaggio mi ha fatto pensare e forse il problema non è vendere. O meglio, vendere fa piacere, inutile fingere il contrario. Quando si pubblica un libro, un racconto, un post, una riflessione, una parte di noi spera sempre che arrivi a qualcuno. Che venga comprato, certo, ma soprattutto che venga letto. Perché alla fine il nodo non è il denaro, ma l’attenzione. Quello che mi dispiace, quando certi miei post passano inosservati, non è tanto una ferita all’ego. L’ego c’è, per carità, non siamo santi e nemmeno personaggi edificanti da romanzo ottocentesco. Viva Dumas per sempre. Però non è questo il punto. Mi dispiace perché alcune riflessioni potrebbero aiutare qualcuno a fermarsi un attimo. A pensare un po’ di più con la propria testa. A non bere tutto quello che gli viene servito, caldo o freddo che sia. Viv...

2/10 Il libro, il marketing e altre illusioni necessarie. La promozione del libro e altre forme di fantascienza

 BLOG di Paolo Borzini Post 2: Il vero funnel Non quello dei manuali. Nel 2025, secondo i dati AIE, in Italia sono state acquistate 99,5 milioni di copie di libri a stampa nei canali trade, cioè librerie, online e grande distribuzione. Sembrano tantissime. E in assoluto lo sono. Ma vanno viste all'interno dell'Italia. L’Italia ha circa 58,9 milioni di abitanti. Dentro questo numero ci sono neonati, bambini, adulti, anziani, lettori forti, lettori occasionali e persone che non leggono nemmeno le istruzioni del microonde. La popolazione tra i 15 e i 64 anni è di circa 37 milioni di persone. Già questo restringe il campo. Poi bisogna considerare quanti leggono davvero, quanti comprano libri, quanti comprano narrativa, quanti comprano autori italiani, quanti comprano autori sconosciuti e, infine, quanti sono disposti a comprare un libro autopubblicato. A ogni passaggio, l’imbuto si stringe. E si stringe parecchio. Novantanove milioni e mezzo. Uno potrebbe pensare o a essere indotto...

Il Latino e l'ordine

BLOG di Paolo Borzini Questo è il seguito del post precedente Il C come il Latino Il latino ha un lato affascinante che può essere fuorviante, sembra libero, ma non è anarchico. Prendiamo una frase semplice: F los puellam amat ovvero  Il fiore ama la ragazza. Qui l’ordine è abbastanza lineare: soggetto, oggetto, verbo. Ma posso anche scrivere:  Puellam flos amat E il significato grammaticale di base non cambia. È sempre il fiore che ama la ragazza. Perché? Perché  flos  resta nominativo, quindi soggetto. E  puellam r esta accusativo, quindi complemento oggetto. La desinenza, in latino, è una specie di cartellino identificativo. Ti dice chi fa cosa, anche se sposti le parole. Però attenzione, questo non vuol dire che l’ordine non conti, conta eccome. Solo che spesso non decide il significato di base ma decide l’enfasi, il ritmo, lo stile, la sfumatura. Flos puellam amat Il fiore ama la ragazza. Puellam flos amat È la ragazza che il fiore ama. La ragazza viene por...