I computer non sono vasi etruschi
BLOG di Paolo Borzini Ovvero, perché un computer acceso ha molte più cose da raccontare di uno spento. C'è una cosa che, durante le manifestazioni di retrocomputing, faccio davvero fatica a comprendere, il vedere computer perfettamente funzionanti esposti sui tavoli, rigorosamente spenti. Magari sono macchine rare, costose, esteticamente magnifiche. Sono state pulite, lucidate e sistemate con cura, talvolta accompagnate da un cartellino che ne elenca le caratteristiche tecniche. E poi? Niente, sono lì, immobili, come un vaso etrusco in una teca di museo. Ora, non ho assolutamente nulla contro i musei. Anzi, sono luoghi fondamentali per conservare e tramandare la nostra storia. Ma un computer ha una caratteristica che lo distingue da un'anfora romana o da una spada medievale, è una macchina progettata per fare qualcosa. E quel qualcosa, molto spesso, è infinitamente più interessante di una semplice fotografia. Ho sempre amato i computer che possiedono una propria personalità. L...