Governare l’IA senza dire nulla
BLOG di Paolo Borzini Leggevo sul giornale locale un trafiletto sulla presentazione di un libro, una sorta di codice etico per l’IA. Si vede che dopo «Magnifica Humanitas» di Papa Leone qualcuno si è sentito ispirato. Oppure viceversa, ma questo caso non è il punto. Il punto è il modo in cui era scritto, con il solito tono da comunicato stampa travestito da articolo culturale. Il problema non è il tema, perché il tema è serio. IA, competenza, lavoro, responsabilità, controllo degli strumenti. Tutto giusto. Tutto importante. Quello che fa girare i cabasisi, come direbbe il commissario Montalbano, è il modo in cui viene impacchettato e infiocchettato. La frase scatenante è questa: “Lo fa da una prospettiva concreta, lontana sia dall’entusiasmo cieco sia dal timore paralizzante.” Che si potrebbe brutalmente tradurre così: “Non siamo né tecnofanatici né luddisti, quindi siamo automaticamente equilibrati.” È una formula ormai abusata e serve a piazzarsi subito nel centro virtuoso...