Quell’estate, il bunker sotto la cantina e la fine del mondo che non è mai arrivata.
BLOG di Paolo Borzini Da studente andai a lavorare per la stagione estiva in un ristorante ad Ascona, in Svizzera. Alle superiori, in quel periodo, ero uno tra i più bravi in cucina e il professore chef ci fece scegliere per primi tra le varie richieste dei ristoratori. Io scelsi la Svizzera, un po’ per allontanarmi dai miei e un po’ per fare esperienza. Lago, sole, soldi non facili ma sudati, e in cucina si suda parecchio. Ragazze tedesche, prime mance, qualche birra, primi assaggi di vita vera. Insomma, la vita. Ma la cosa che mi è rimasta dentro non è solo il profumo del Lago Maggiore , il rumore delle stoviglie a fine servizio e il profumo di pulito. È stata una discesa. Un pomeriggio, terminato di sistemare la cucina, il mio chef mi disse «Vieni, ti faccio vedere una cosa.» Scendemmo le scale del palazzo dove abitava. Superammo la cantina. Poi ancora più giù oltre una porta blindata. Luci spente e l'umidità di un altro mondo che ti accoglieva. E davanti a me, un bunker antiat...