Il C come il Latino
BLOG di Paolo Borzini Ieri stavo comunicando con un gruppo di lavoro per un progetto in cui sono impegnato da quasi due anni. Per stemperare l’atmosfera ho scritto una frase in latino, anche per spolverare un po’ i vecchi ricordi scolastici. Ovviamente, non conoscendo il latino, l’hanno data in pasto a Google Translator, che più o meno l’ha tradotta correttamente. Il latino è una lingua semplice e complicata allo stesso tempo. Ed è lì che mi è venuta in mente una domanda, ma se dovessi paragonare il latino a un linguaggio di programmazione, quale sceglierei? Io sceglierei il C. Perché il latino è compatto, poche parole, ma ciascuna porta con sé molte informazioni: caso, genere, numero, tempo verbale e via discorrendo. Il C fa qualcosa di simile, poche istruzioni, ma molto significative. È rigoroso, una declinazione sbagliata può cambiare il senso di una frase, come un ; o un * sbagliato in C può cambiare il comportamento di un programma. È una lingua fondante, dal latino derivano itali...