Lastminute e IA

BLOG di Paolo Borzini

Leggo su teletext della Svizzera che lastminute.com taglierà circa un quarto dei dipendenti e che tra le motivazioni c'è un maggiore impiego dell'intelligenza artificiale.
Fin qui nulla di nuovo.
Quello che invece trovo curioso è che quasi tutti gli altri media riportano il numero dei licenziamenti ma quasi nessuno spiega concretamente che cosa farà questa IA.
Perché "useremo l'intelligenza artificiale" può voler dire tutto e niente.
Risponderà alle email dei clienti?
Gestirà le richieste di rimborso?
Classificherà automaticamente i ticket?
Recupererà informazioni dalle prenotazioni e preparerà le risposte per gli operatori?
Tradurrà le comunicazioni in più lingue?
Da programmatore ho sempre avuto il difetto di voler capire come funzionano le cose.
Quando leggo che l'IA sostituirà centinaia di persone, la prima domanda che mi viene spontanea non è se sia giusto o sbagliato.
La domanda è molto più semplice.
Che cosa farà esattamente?
Perché dietro la sigla IA spesso non c'è magia, anzi proprio non c'è magia altrimenti i programmatori sarebbero dei maghi 😜
Ci sono procedure, dati, software, automazione e, soprattutto, riduzione dei costi.
In fondo mi ricorda quello che accadde tra gli anni Settanta e Ottanta quando arrivarono i robot nelle fabbriche.
Anche allora sembrava che le macchine dovessero sostituire tutti.
Sindacati in piazza, scioperi ad oltranza, profeti di sventura pronti a sbandierare l'apocalisse dei robot e poi?
La realtà si è rivelata molto diversa dalle previsioni più catastrofiche e le macchine hanno eliminato soprattutto il lavoro fisico più ripetitivo. Molti operai sono diventati programmatori delle macchine, manutentori, tecnici specializzati e controllori di processo e purtroppo alcuni sono stati licenziati.
Oggi l'IA sembra fare qualcosa di simile negli uffici.
La differenza è che non automatizza il lavoro muscolare ma una parte del lavoro mentale ripetitivo.
Per questo mi stupisce che molti giornali preferiscano parlare di "IA che sostituisce l'uomo" invece di spiegare cosa stia realmente succedendo.
Forse perché "apocalisse occupazionale" attira più click di "automazione delle procedure".
Eppure la parte più interessante non è quanti posti di lavoro verranno tagliati.
La parte più interessante è capire quali attività umane sono diventate così ripetitive da poter essere trasformate in una procedura.
Perché ogni volta che una procedura è stata definita con sufficiente precisione, prima o poi qualcuno l'ha automatizzata.
Prima con una macchina.
Poi con un computer.
Oggi con l'intelligenza artificiale.

Paolo Borzini


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