Il gatto di Schrödinger aveva un blog
BLOG di Paolo Borzini
Guardare le statistiche del blog è pericoloso.
Non guardarle, però, lo è altrettanto.
È un po' come il paradosso del gatto di Schrödinger: finché non apri la scatola, il gatto è contemporaneamente vivo e morto. Nel caso del blog, finché non apri Blogger, il post è contemporaneamente letto e ignorato, apprezzato e dimenticato, virale e visitato solo da un bot brasiliano con problemi esistenziali.
Poi apri le statistiche ed è lì che avviene il disastro.
Perché appena le osservi, collassa la funzione d'onda dell'autostima.
Prima pensavi: "Magari qualcuno mi ha letto."
Dopo scopri: "Trenta visualizzazioni. Due dall'Italia. Quattordici dagli Stati Uniti. Tre dal Brasile. Una forse da un frigorifero smart collegato a Facebook."
E cominci a porti domande scomode:
"Chi sono?"
"Perché leggono un post in italiano da luoghi improbabili?"
"Sono persone?"
"Sono bot?"
"Sono esseri senzienti?"
"Sono parenti che usano una VPN per non farsi riconoscere?"
Il problema, però, è più profondo: è il grande loop felino della visibilità online.
"Per avere pubblico devi essere visibile."
"Per essere visibile devi avere interazioni."
"Per avere interazioni devi avere pubblico."
"Quindi, se hai pubblico puoi farti leggere."
"Ma se non hai pubblico, come fai ad averlo?"
"È un gatto che si morde la coda."
E in quel momento sei dentro al loop felino.
E naturalmente, dopo essersi morso la coda, il gatto apre un corso online intitolato:
"Come catturare un topo e avere successo sui social in dieci semplici strategie di engagement."
Nel corso ti spiega che devi pubblicare con costanza, usare immagini accattivanti, fare domande finali, condividere su Facebook, Instagram, WhatsApp, X, LinkedIn, TikTok, MySpace, Televideo e possibilmente incidere il link su una tavoletta sumera.
Tu segui tutti i passi, perché vuoi oltremodo avere visibilità:
Prepari il post.
Prepari l'immagine.
Prepari la frase breve.
Prepari la frase lunga.
Prepari l'anteprima.
Prepari il richiamo emotivo.
Prepari la domanda finale.
Poi pubblichi.
Risultato:
un like di tua mamma, due visualizzazioni dall'Italia e diciannove dagli Stati Uniti, probabilmente generate da un tostapane senziente nel Nebraska.
A quel punto capisci che l'unico modo per uscire dal loop non è inseguire il gatto.
È smettere di inseguirlo.
Oppure metterlo direttamente nella scatola di Schrödinger, chiudere il coperchio e decidere che, finché non controlli le statistiche, il post è andato benissimo.
Forse lo hanno letto in dieci.
Forse in cento.
Forse nessuno.
Forse un bot del Kansas ha pianto.
Non importa.
Il blog resta lì.
Il post resta lì.
Il gatto pure.
E io, per sicurezza, le statistiche le guardo lo stesso.
Ma piano e prudentemente.
E senza fare movimenti bruschi.
Perché non si sa mai quando può collassare l'autostima.
Che ne pensi? Fammelo sapere nei commenti!
Paolo Borzini
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