Suggerocrazia

BLOG di Paolo Borzini
 
Oggi parlo della Suggerocrazia, una parola inventata da me per la XII edizione del concorso Una burla al giorno, organizzato dagli appassionati che anni fa hanno dato vita al sito unaparolaalgiorno.it.
Inventata di sana pianta, sì, ma suggerita dall’epoca in cui viviamo, un’epoca in cui certi cambiamenti e certe derive si fanno strada senza che ce ne accorgiamo davvero, o quasi.
Ma cos’è la Suggerocrazia?
Ci sono forme di potere che ordinano.
E poi ci sono quelle più intelligenti.
Non ti impongono nulla.
Non alzano la voce.
Non minacciano.
Non vietano.
Ti suggeriscono.
Con garbo.
Con il sorriso.
Con l’aria di chi vuole solo aiutarti.
È questa la suggerocrazia: una forma di dominio in cui le decisioni non vengono imposte apertamente, ma orientate attraverso suggerimenti così efficaci da diventare difficili da evitare.
Il bello è che funziona benissimo proprio perché non sembra dominio.
Il suggerocratico non dice mai “devi”. Sarebbe rozzo, antiquato, quasi offensivo.
Ti dice invece che, visto il contesto, i dati raccolti, il tuo profilo, ciò che hai già scelto in passato, quello che scelgono gli altri e, naturalmente, il tuo bene, forse questa è l’opzione migliore.
A quel punto il miracolo è compiuto.
Se accetti, hai deciso tu.
Se rifiuti, sembri irragionevole.
Se protesti, passi per paranoico.
La suggerocrazia prospera ovunque l’obbedienza debba sembrare spontaneità.
Sta nelle piattaforme che ti propongono il contenuto “più adatto a te”.
Nelle app che ti invitano a “completare l’esperienza”.
Nei moduli dove la scelta facoltativa è facoltativa solo per modo di dire.
Nelle riunioni aziendali dove si “fa emergere” una soluzione che era stata decisa prima ancora di iniziare.
Perfino nei rapporti personali, quando il consiglio gentile diventa una forma ovattata di ricatto morale.
È un potere elegante.
Non ti spezza la volontà. La accompagna.
Non ti trascina. Ti orienta.
Non ti toglie la libertà. Ti lascia quella di scegliere esattamente ciò che aveva previsto per te.
Ed è forse questa la sua forza più grande.
Un tempo il potere voleva sudditi obbedienti.
Oggi preferisce persone convinte di essere libere, mentre cliccano, accettano, confermano, autorizzano, aggiornano, attivano notifiche e magari ringraziano pure per l’attenzione ricevuta.
Se Orwell raccontava il totalitarismo che costringe, la suggerocrazia racconta qualcosa di più morbido e, proprio per questo, più insidioso: il potere che convince.
Non ti ordina di inginocchiarti.
Ti mette nella condizione di farlo da solo, credendo sia la posizione più comoda.
La tirannia classica ama i muri, i divieti, le divise. La suggerocrazia no. È più moderna. Più pulita. Più civile e non ti mette in catene ma ti manda un promemoria.
Per chi volesse leggere le migliori 25 parole selezionate nel concorso di quest’anno, ecco il link al PDF:
https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/upag.cdn/ubag-2026.pdf

Paolo Borzini

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