Quando “mandare in vacca” era la norma

 BLOG di Paolo Borzini

Ho vissuto gli anni ’80 e a quei tempi si usava senza pensarci troppo l’espressione “mandare in vacca”. Era diretta, efficace, liberatoria. Oggi scopro che non solo è ancora usatissima, ma che per ripulirsi un po’ il linguaggio e risultare più politically correct, si scelgono versioni moderne, anestetizzate, annacquate. E l’elenco è ormai un piccolo museo della retorica contemporanea.

Tra le alternative più gettonate troviamo:

  • “Far deragliare”

  • “Far degenerare”

  • “Far andare a rotoli”

  • “Mandare tutto in cantiere”

  • “Portare fuori binario”

  • “Compromettere il risultato”

  • “Sbragare il progetto”

  • “Convertire in caos controllato”

  • “Virare verso il disastro creativo”

  • “Impostare su modalità Titanic”

  • “Escalation non prevista”

  • “Non allinearsi agli obiettivi”

  • “Mandare tutto in malora”

  • “Buttare tutto in caciara”

  • “Mollare il colpo e farlo implodere”

A questo punto mi viene spontaneo pensare una cosa, molto anni ’80 e molto poco corretta:
è davvero tutto andato in vacca.
Hahahahaha.

Paolo Borzini

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