Blog. Perchè?

BLOG di Paolo Borzini

Perché tengo ancora un blog (anche con 33 gradi)

Forse è stato il caldo di oggi al lavoro — 33 gradi — o forse una cottura lenta che mi ha stancato più del solito. Fatto sta che a un certo punto mi sono chiesto:

Perché tengo un blog? È ancora di moda? Segue ancora la corrente delle cose?

La prima risposta è semplice: lo tengo per me, perché mi piace scrivere e riflettere. E da lì nasce il piacere della condivisione, con chi ha scelto di leggere i miei post, di entrare nei miei pensieri e magari riconoscersi un po'.

La seconda risposta è più interessante.

Alla fine degli anni ’90 e per buona parte dei 2000, i blog erano il mezzo per esprimersi online. Chiunque avesse qualcosa da dire — un diario, un racconto, un’opinione, una guida — apriva un blog.

Alcuni sono diventati fenomeni, altri semplici rifugi personali.

Tante isolette nella rete.

Poi sono arrivati i social: più veloci, più facili, più... dopaminici. I blog hanno perso il trono.

Ma non sono scomparsi.

Oggi non sono più popolari presso il grande pubblico, ma hanno ritrovato una nicchia importante. Chi scrive su un blog lo fa per approfondire, documentare, o per costruire una memoria personale.

Forse il blog è diventato un formato più maturo, meno impulsivo.

Non più un centro commerciale, ma una bottega.

Non cerca il click facile, ma coltiva lettori affezionati.

E allora no, non è una moda.

È una forma d’identità. Una scelta consapevole di lasciare una traccia.

Anche quando fuori ci sono 33 gradi.

Paolo Borzini

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