Quando la lentezza del modem ti insegnava a pensare
BLOG di Paolo Borzini Quando la lentezza del modem ti insegnava a pensare Ho avuto uno scambio di email con una ragazza in gamba che lavora nell’editoria. Da lì è nata questa riflessione. Ogni tanto mi capita una cosa strana; leggo qualche riga di una email e torno indietro di quarant’anni. Non per nostalgia facile, quella la lascio ai post con le foto sgranate e la frase “bei tempi”. Torno indietro perché riconosco un ritmo. Il ritmo dei lunghi messaggi, quotati punto per punto. Quel modo di rispondere che oggi sembra un vezzo da museo e invece era una piccola disciplina. Non era stile: colpevole era anche la tecnologia. Parlo di BBS e aree messaggi, di accoppiatori acustici e modem che viaggiavano a 300 o 1200 bps. La fretta non aveva spazio. L’immediatezza non era disponibile. Quindi diventava raro anche l’impulso di scrivere di getto e spedire, perché la risposta poteva impiegare giorni ad arrivare. La lentezza faceva da filtro. E il filtro, a volte, faceva bene. Una sorta di...